AGGIORNAMENTO ore 13.30 – I media belgi hanno fatto dietrofront rispetto alle precedenti dichiarazioni, correggendo le informazioni fornite sino a questo momento:  l’uomo arrestato ad Anderlecht è infatti stato identificato in modo erroneo. Non si tratterebbe quindi di Najim Laachraoui, il quale a questo punto è da considerarsi ancora in fuga e ricercato dalla polizia.

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Le forze speciali di sicurezza belghe hanno catturato l’artificiere responsabile degli attentati a Bruxelles di ieri: l’uomo, identificato come Najim Laachraoui, altri non è che la terza persona che compariva nelle immagini delle videocamere di sorveglianza dell’aeroporto, insieme ad altre due persone vestite di nero.

Questi due sono stati riconosciti dalla polizia come i due fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui, ovvero i kamikaze che si sono fatti saltare in aria negli attacchi suicidi all’aeroporto e alla metropolitana di Maelbeek, rispettivamente.

Laachraoui, 24 anni, era da tempo ricercato dalle autorità: si pensa che il terrorista sia arrivato in Ungheria dalla Siria nel 2013, con l’identità fittizia di Soufiane Kayale, dove era stato accolto dallo stesso Salah Abdeslam ora nelle mani della polizia belga.

Tracce del DNA di Laachraoui sono state trovate su due delle cinture esplosive utilizzate negli attentati di Parigi dello scorso novembre: per quanto le autorità fossero a conoscenza del suo nome reale la sua identità è stata diffusa in modo pubblico solo questa settimana in seguito ai raid nella capitale belga.

Secondo le informazioni raccolte dagli investigatori Laachraoui e i fratelli El Bakraoui sarebbero arrivati in aeroporto con differenti vetture, forse per non destare sospetti.

Un tassista avrebbe però riconosciuto due degli attentatori, affermando di averli portati sul luogo: preziosa la sua testimonianza riguardante le eccessive valige che i due avrebbero cercato di caricare sul suo taxi, che hanno portato al ritrovamento di un terzo bagaglio bomba in aeroporto, fortunatamente inesploso e fatto brillare.

In base alle indicazioni dell’uomo, che ha localizzato il luogo in cui ha caricato la coppia, la polizia ha effettuato una serie di perquisizioni presso il quartiere di Schaerbeek in seguito alle quali sono stati rinvenuti una bandiere dell’Isis, un’altra bomba caricata con dei chiodi e dei prodotti chimici.

Nel frattempo la Farnesina sta cercando di verificare le informazioni riguardanti una vittima italiana tra coloro che sono morti nella metropolitana. I famigliari sono attualmente impegnati nelle operazioni di riconoscimento, rese purtroppo difficili dalle devastanti condizioni dei corpi.