Le piste delle indagini sugli attentati di Parigi si stanno incrociando con quelle relative agli attacchi avvenuti oggi nella capitale belga. Le indagini della polizia di Bruxelles si sono concentrate su cinque persone, che in gran parte vengono considerati dagli inquirenti come complici e fiancheggiatori di Salah Abdeslam, mentre i due fermi che sono stati effettuati oggi – a un paio di chilometri della stazione metro di Maelbeek, alla Gare du Nord della capitale belga – riguardano soggetti che forse non sono coinvolti negli attentati.

Tutto sarebbe partito dalle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto di Zaventem. La polizia ha diffuso un fermo immagine di tre dei presunti attentatori. I due vestiti di scuro indossano un solo guanto che sarebbe servito per nascondere il detonatore di una cintura esplosiva. Il terzo soggetto che comprare nella foto – la persona che indossa una giacca chiara ed un cappello – è invece ricercato e secondo alcuni testimoni si sarebbe allontanato velocemente dall’aeroporto. La polizia belga non è stata in grado di identificarlo, e per questo motivo ha chiesto aiuto alla rete.

Oltre all’uomo con la giacca chiara sono ricercati diversi complici e fiancheggiatori di Salah Abdeslam. Come i fratelli Khalid e Ibrahim el-Bakraouiue - che secondo alcuni potrebbero essere i due sospettati vestiti di scuro che probabilmente si sono fatti saltare in aria. I due hanno un lungo passato criminale prima di approdare al terrorismo jihadista. Tra i ricercati figurano anche Mohamed Abrimi e Najim Laachraoui. Sul primo pendeva già un mandato di cattura internazionale nel mese di novembre perché questo belga-marocchino era stato ripreso in compagnia di Abdeslam, 48 ore prima degli attentati di Parigi, dalle telecamere di una stazione di servizio a nord della Francia – l’auto nel video era la Renault Clio utilizzata poi per gli attentati di Parigi. Anche Najim Laachraoui ha avuto un ruolo nella preparazione degli attacchi a Parigi, e tracce del suo Dna sono state trovate su due delle cinture esplosive usate negli attacchi del 7 novembre. Questo sospettato avrebbe assunto anche la falsa identità di Soufiane Kayal.