Anche il candidato alle presidenziali degli Stati Uniti Donald Trump ha voluto dire la sua sugli attentati terroristici che hanno scosso la città belga di Bruxelles. Non nuovo ad esternazioni piuttosto discutibili, Donald Trump ha affermato, senza mezzi termini, che se si fosse fatto ricorso alla tortura, molto probabilmente gli attentati di Bruxelles si sarebbero potuti evitare.

Questa è stata la riposta che Donald Trump (che corre alla presidenza degli Stati Uniti nelle fila dei Repubblicani) ha dato nel corso di un’intervista alla Cnn, in cui gli era stato chiesto di commentare la cattura di Salah Abdeslam. Secondo Trump, il terrorista parlerebbe molto di più se sottoposto a tortura e molto probabilmente avrebbe già svelato i piani dell’attacco a Bruxelles se gli interrogatori a suo carico fossero stati condotto con metodi più… decisi.

È nei piani di Donald Trump, una volta eletto (se eletto, ovviamente), cambiare le leggi internazionali affinché sia possibile praticare la tortura del waterboarding per i nemici combattenti. Il waterboarding si esegue immobilizzando una persona e facendo in modo che i piedi si trovino più in alto della testa, per poi versargli acqua sul volto e dando così la sensazione psicologica di stare affogando. Per Donald Trump dire no a questo tipo di pratiche sarebbe come dire sì al terrorismo e alle stragi che compie.