Dopo gli attentati a Bruxelles presso l’aeroporto e una stazione della metropolitana in pieno centro l’Italia si ritrova in pieno allarme sicurezza: inevitabilmente la preoccupazione è che l’Isis possa colpire anche nel nostro Paese, avendo già dimostrato di essere in grado di arrivare a obiettivi tanto inusuali come quelli di Parigi o strettamente sorvegliati come quelli della capitale belga.

Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha subito convocato un Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al quale ha partecipato anche Matteo Renzi, che ha presieduto l’incontro: è stato annunciato che l’allerta delle forze di sicurezza sarà mantenuta al livello 2, ovvero quello successivo agli attentati nella città francese dello scorso novembre, al quale verranno aggiunte alcune precauzioni supplementari.

È stato infatti annunciato che verrà incrementata la sicurezza degli obiettivi sensibili quali aeroporti, stazioni della metropolitana e ferroviarie, sarà aumentato l’attività di monitoraggio del web e verranno disposte le espulsioni di potenziali affiliati al terrorismo conosciuti dalle forze dell’ordine.

Alfano, ricordando che per ora non si hanno notizie di minacce specifiche e concrete nei confronti dell’Italia, ha comunque confermato che non vi è in previsione la misura della chiusura delle frontiere, in quanto è stato ormai dimostrato che gli attentatori spesso “sono europei che uccidono altri europei e dunque dobbiamo affinare le antenne sul territorio e intensificare la vigilanza creando un sistema integrato tra tutti i paesi“.

Un concetto che era stato ribadito anche ieri dal premier, il quale aveva sintetizzato la situazione parlando di una “minaccia globale con killer anche locali“, e più nello specifico descrivendo “attentatori che vengono da dentro e si nascondono nelle periferie delle nostre città“. Renzi ha poi ribadito che quella cui si va incontro è una guerra che “durerà mesi, forse anni” per la quale serve l’unità di tutta l’Europa e una seria politica di integrazione.

Tornando alle misure di sicurezza adottate dall’Italia Alfano ha comunque voluto ribadire come non sia possibile arrivare a un rischio zero. Un’opinione tristemente condivisa anche dall’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, il quale ha prima affermato che tutte i controlli attuali sono diretti sopratutto verso la lotta alla microcriminalità, per poi dover ammettere che rimane impossibile al momento attuale prevenire un attentato.

Pragmatiche ma raggelanti le affermazioni del dirigente, secondo il quale “non c’è nessun modo di impedire che uno salga su un treno o entri in una stazione principale. Non c’è nessun modo di controllare tutti i passeggeri. Pensare di controllare tutte le persone che salgono su una metro, su un bus o su un treno è letteralmente impossibile. Se la domanda è: ‘Possiamo tranquillizzare i nostri cittadini che non ci sarà un attentato terroristico’, la risposta è no. Racconterei un’assurdità se lo dicessi”.