Gli attentati che si sono susseguiti a Bruxelles avrebbero forse potuto essere ancor più devastanti se un tassista non avesse concorso, prima indirettamente e poi direttamente, a scongiurare conseguenze molto più pesanti. Il commando jihadista che aveva chiamato la compagnia di taxi aveva infatti richiesto un minivan – o comunque altro mezzo assai capiente – ma invece si è visto arrivare una normale auto. Ragion per cui sarebbero stati costretti a lasciare nel proprio covo moltissimo materiale quale centocinquanta litri di acetone, trenta litri di acqua ossigenata, quindici chili di esplosivo Tatp, viti e altro materiale che sarebbe servito per confezionare ordigni bellici.

Tutto ciò è stato poi ritrovato dagli investigatori che sono riusciti a raggiungere il covo proprio grazie al tassista di Bruxelles che aveva riconosciuto gli attentatori che aveva trasporti nei luoghi delle stragi poco prima. Sarebbe stato proprio il tassista a indicare agli inquirenti il luogo esatto in cui aveva caricato in auto i terroristi jihadisti che aveva poi condotto presso l’aeroporto di Zaventem e alla metropolitana di Bruxelles.

Il tassista ha visto in tv le immagini delle telecamere di sicurezza che avevano ripreso i sospettati, li ha riconosciuti e ha dunque avvisato la polizia. A quanto pare la sua vettura avrebbe costretto il commando a lasciare all’interno del covo due bagagli e il materiale che è poi stato rinvenuto sul posto (ossia a Schaerbeek). In questo modo il tassista avrebbe anche evitato che qualcuno potesse passare successivamente nel covo, nel tentativo di recuperare il materiale pericoloso che era rimasto, e per utilizzarlo, eventualmente, per progettare un’altra strage.

Di certo il fatto che il tassista sia riuscito, suo malgrado prima e intenzionalmente poi, ad impedire una strage ben maggiore rispetto a quella già devastante che si è poi concretizzata, è in parte merito soprattutto delle casualità che si sono susseguite nei fatti, a cominciare dal malinteso con il call center del servizio di taxi di Bruxelles, che deve aver in parte rovinato i piani dei terroristi dell’Isis.