Sarebbero quattro i terroristi coinvolti negli attentati a Bruxelles di ieri in cui hanno perso la vita più di 30 persone. Come già riportato in precedenza i fratelli El Bakraoui, Ibrahim e Khalid, sono stati identificati come i kamikaze dell’aeroporto di Zaventem e della metropolitana di Maelbeek.

Rimane invece da chiarire l’identità del secondo attentatore dell’aeroporto visto nelle immagini registrate dalle videocamere di sicurezza. Le condizioni del cadavere non hanno consentito di identificare il terrorista.

E infine si trova ancora in fuga il Najim Laachraoui, il terzo uomo dell’operazione terroristica, considerato l’artificiere del gruppo e che potrebbe essere stato coinvolto anche negli attentati di Parigi, dato che le tracce del suo DNA sono state trovate su due cinture esplosive. Questa mattina i media belgi hanno dato per errore la notizia della sua cattura ad Anderlecht, ma a essere stato fermato dalla polizia è un altro sospettato per ora senza nome.

È stato poi riferito che in un cestino dell’appartamento di Schaerbeek, perquisito nella notte di ieri, è stato ritrovato il computer portatile di Ibrahim El Bakraou, all’interno del quale vi sarebbe un file audio che conterrebbe le ultime dichiarazioni dell’uomo. Nella confessione Ibrahim appare molto ansioso a causa dell’arresto di Salah Abdeslam, del quale non voleva condividere la sorte di prigioniero.

Per quanto il collegamento tra quest’ultimo e gli altri membri del gruppo sia stato appurato rimane ancora da capire se i due attentati siano stati organizzati come rappresaglia per la sua cattura o se siano stati programmati in anticipo: difficile che si sia trattato di un’azione improvvisata, vista la quasi contemporaneità delle due esplosioni.

La Farnesina ha poi confermato che c’è una cittadina italiana tra le vittime dell’esplosione nella stazione della metropolitana della capitale belga. Si potrebbe trattare di Patricia Rizzo, impiegata presso un’agenzia legata alla Commissione UE, che i familiari stanno cercando di contattare senza successo sin dalla giornata di ieri. Al momento la loro ricerca negli ospedali di Bruxelles è risultata vana.

Nel frattempo è stato segnalato un allarme bomba presso l’aeroporto di Charleroi, secondo scalo aereo di Bruxelles: le forze di sicurezza stanno esaminando un’auto sospetta parcheggiata non troppo distante dall’ingresso principale. A creare allarme è la presenza di un telefono cellulare che potrebbe essere utilizzato come innesco, per quanto al momento non sia stata disposta l’evacuazione della struttura.