La storia del cane Diesel aveva commosso tutti: in forza alla polizia francese, Diesel era morto nel corso dell’irruzione di un appartamento di St. Denis, a Parigi, dove si erano rifugiati alcuni degli attentatori che avevano partecipato agli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015. A qualche tempo di distanza è adesso stato ipotizzato il fatto che il cane Diesel, considerato un vero e proprio eroe in patria ma anche altrove, sarebbe stato ucciso da fuoco amico e che la ricostruzione data dalla polizia francese non sarebbe stata corretta.

A rivelare la verità sarebbe stata un’inchiesta di Mediapart, che si sarebbe servita di una fonte interna alla polizia: sarebbero stati così ribaltati molti particolari, non solo legati alla morte di Diesel. La polizia affermò di essere stata raggiunta da una raffica di proiettili sparata da una pistola automatica nel momento in cui fece irruzione ma a quanto pare non sarebbe andata affatto così. A quanto pare i tre terroristi sarebbero stati in possesso di un’unica pistola a mano con nove munizioni mentre il cane Diesel sarebbe stato colpito dai suoi, che disponevano di AK-47s.

Se questa versione non farà cambiare di una virgola l’ammirazione per il cane Diesel e il dolore per il suo sacrificio, di certo potrebbe gettare qualche ombra di dubbio sulla polizia francese e sulla sua trasparenza.

Gli ultimi minuti di vita del cane furono raccontati dal suo padrone (il cui nome non è stato reso noto per motivi di sicurezza): Diesel fu mandato all’interno dell’appartamento di St. Denis per controllare che la situazione fosse calma. Diesel controllò una prima stanza, poi una seconda e lì forse trovò qualcosa. Poi si perse il segnale che proveniva da lui e la polizia aprì il fuoco. Il ruolo del cane Diesel era appunto quello di aprire la strada ai poliziotti, che avrebbero poi fatto il resto. Ma per lui si è trattata dell’ultima missione.