Il giorno dopo il blitz a Saint Denis, di colpo qualcuno inizia a parlare – mentre nel quartiere la consuetudine è l’omertà. Una ragazza di origine marocchina – che di mestiere fa l’agente immobliare – ha raccontato a Skynews di aver visto Abdelhamid Abaaoud a Saint Denis la domenica dopo la strage. Lei stava andando a trovare l’anziana madre e l’ha visto su un marciapiede in rue Sadi Carnotl’ho notato perché era l’unico vestito alla musulmana, con la tunica e il tipico copricapo. Gli altri li conosco quasi tutti, lui era una faccia nuova. Sono sicura al 99,9 per cento che fosse lui“.

Sempre in questa zona si nasconderebbe anche Salah Abdeslam, l’uomo più ricercato dalla polizie di tutta Europa. Qualche giorno fa si sarebbe presentato all’ufficio postale di Pierrefite, un paese ella banlieu parigina, esibendo agli impiegati la sua carta d’identità per ritirare del denaro. Anche lui potrebbe essere morto nel blitz a Saint Denis – ci sarebbe un altro corpo da identificare.

Intanto le notizie che arrivano sulla mente degli attentati di Parigi non possono certo far dormire sonni tranquilli ai cittadini di tutta Europa. Lo scorso 8 ottobre, mentre l’esercito di Parigi bombardava per la prima volta Raqqa il ministero della Giustizia diramava una nota interna nella quale faceva il nome di Abaaoud, e indicava che il suo prossimo obiettivo sarebbe stato una sala da spettacoli. Quello che soprattutto colpisce è che già nel 2013 era apparso in alcuni  video minacciosi con i quali raccontava le sue ambizioni stragiste ed era già conosciuto come uno dei capi militari dell’Isis.

Nonostante la pericolosità dell’uomo fosse stata già acclarata, Abaaoud ha potuto andare e tornare dalla Siria in sei occasioni. una volta addirittura ha compiuto il viaggio in auto, attraversando i confini di Austria, Germania e Belgio. In questo periodo ha potuto organizzare – a quanto sembra – quattro dei sei attentati avvenuti in Francia nel 2015 – compresa la carneficina del 13 novembre.