Sugli attentati a Parigi interviene anche l’organizzazione di hacktivisti Anonymous, che in queste ultime ore sta lanciando una serie di messaggi sul web utilizzando i suoi account in diverse lingue per raggiungere l’interezza della comunità hacker.

L’obiettivo è semplice: una chiamata alle armi (virtuali), la dichiarazione di guerra contro l’Isis, responsabile della morte di 132 persone.

Come si legge nella versione italiana del messaggio di Anonymous, corredato da video degli attacchi, la volontà è quella di trovare i terroristi sul web seguendone le tracce lasciate in questi anni: “Per difendere i nostri valori e la nostra libertà, noi smaschereremo i membri dei gruppi terroristici responsabili di questo attacco, noi non ci arrenderemo, noi non perdoneremo e faremo tutto ciò che è necessario per mettere fine alle loro azioni.”

Come forse i lettori ricorderanno un’analoga minaccia era stata avanzata dopo la strage alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo: “Durante gli attacchi di Charlie Hebdo, abbiamo già espresso la nostra volontà di neutralizzare chiunque attaccasse le nostre libertà. Al seguito dell’ennesima tragedia, ribadiamo la ferma volontà nel mantenere la nostra ferrea linea.”

Il video si conclude con l’appello vero e proprio e alla mobilitazione di tutti coloro in possesso delle necessarie competenze informatiche: “Facciamo dunque appello a voi, riunitevi, mobilitatevi e difendete queste idee. Aspettatevi una mobilitazione totale da parte nostra. Questa violenza non ci deve indebolire, essa deve al contrario darci la forza di riunirci e di lottare insieme, contro la tirannia e l’oscurantismo.”

In queste ultime ore un altro video di Anonymous è comparso in rete, ancora più provocatorio e deciso, nel quale si dichiara di voler rintracciare gli account utilizzati da Isis e metterli fuori gioco: “Siamo furiosi per i ripetuti massacri di cittadini innocenti nel nome di una religione pacifica a cui voi stessi non credete. E chiaramente non avete rispetto per la vita umana e l’evoluzione. Stiamo venendo a prendervi, vi colpiremo più forte che mai”.

Contestualmente sono stati creati due hashtag, #OpParis e #OpIsis, per coordinare il lavoro degli hacker coinvolti nell’operazione.