Il Ministro degli Interni Angelino Alfano ha illustrato le prime misure di sicurezza adottate dall’Italia in seguito agli attentati a Parigi in cui oltre cento persone sono rimaste uccise per mano dei terroristi islamici. Su tutto il territorio nazionale italiano sono state dislocate quindici unità di forze speciali (ognuna situata in una delle principali città della penisola). Attenzione particolare viene invece dedicata alla città di Roma, dove il governo ha inviato settecento militari.

È proprio la città di Roma ad essere principalmente interessata dall’allarme terrorismo e per due motivi principali: dopo gli attentati a Parigi i terroristi dell’Isis avrebbero chiaramente indicato Roma come prossimo obiettivo dei loro attacchi (insieme a Londra e a Washington); nel mese di dicembre nella Capitale si svolgerà il Giubileo, uno degli eventi più importanti per tutto il mondo della cristianità. Per questi motivi il Ministero degli Interni ha deciso di rafforzare la sicurezza soprattutto a Roma.

L’Italia ha inoltre deciso di rafforzare i controlli alle frontiere – soprattutto in quelle al confine con la Francia – e di accelerare con le espulsioni. Si tratta di due provvedimenti che tendono a migliorare la sicurezza nazionale. Per quanto riguarda le espulsioni, il Ministro Alfano ha spiegato che i servizi segreti sono stati sollecitati affinché segnalino prontamente al Viminale anche i minimi sospettati da espellere.

I maggiori controlli alle frontiere si sono invece resi necessari per escludere eventuali infiltrazioni terroristiche o per evitare che esponenti della cellula terroristica che ha compiuto gli attentati a Parigi possano arrivare in Italia dalla Francia. Alfano ha ovviamente sottolineato che tutti gli sforzi compiuti e che si compiranno tenderanno a far abbassare quanto più possibile il rischio di attentati nel nostro Paese ma che nessuno Stato è a rischio zero.