Tra le tante, sconvolgenti storie personali che hanno fatto da contorno ai tragici attentati di Parigi, quella dell’infermiere e del kamikaze merita sicuramente una menzione. I fatti sono stati raccontati dal giornalista Hervé Deguine, che risiede nei pressi del caffé Compton Voltaire, sede di uno degli attacchi, quello meno cruento e dunque meno conosciuto. Ci sono stati quattro feriti gravi, tra cui una donna che resterà completamente sfigurata, ma in effetti c’è stata una sola vittima: Brahim Abdelslam, l’attentatore suicida stesso. Che non è morto sul colpo, tuttavia, anzi c’è stato chi si è prodigato per salvarlo, un infermiere che si trovava per caso nel locale per godersi una serata tra amici, e che dopo l’esplosione ha fatto quello che la sua professione gli ha insegnato a fare, ovvero aiutare gli altri.

Secondo la ricostruzione di Deguine, Brahim era entrato nel locale attorno alle 21,40, vestito in modo informale. Senza sospettare di nulla, una cameriera lo ha accolto per farlo sedere, ma a quel punto l’uomo ha aperto il giaccone sotto il quale nascondeva due bombe, una posizionata sul torace e una sulla schiena, e ha azionato il detonatore. Il solo ordigno a esplodere è stato quello posteriore, e questo probabilmente ha evitato ad Abdeslam di morire sul colpo. Il terrorista è stato sbalzato violentemente contro la vetrata del bar, privo di conoscenza, ed è a questo punto che è intervenuto l’infermiere.

Ovviamente ignaro di quanto fosse accaduto realmente (e di quanto stesse accadendo nel resto della città), e convinto che l’esplosione fosse stata accidentale, l’uomo si è precipitato sul kamikaze, girandolo sulla schiena e aprendogli i vestiti per iniziare a praticargli un massaggio cardiaco. Ma, in quel momento, ecco spuntare tutti quei fili, gialli arancioni e neri. L’infermiere ha immediatamente capito che si trattava di una bomba ancora inesplosa e, con sorprendente presenza di spirito, ha deciso di non dire nulla a nessuno, per non creare il panico, invitando tutti i presenti a lasciare il locale per poi avvertire i pompieri nel frattempo accorsi sul posto. L’infermiere che stava per salvare un terrorista ha in realtà finito per salvare tutti gli altri. La sua è una storia di coraggio, abnegazione e sangue freddo, nonché di quella beffarda casualità che è la caratteristica più emblematica dell’esistenza stessa.