Una funzionaria italiana dell’Onu è rimasta ferita gravemente in un attentato a Kabul.

La donna è ricoverata con altri feriti: personale nepalese e poliziotti afgani mentre sono due i morti, le guardie nepalese e afghana. L’attacco è stato effettuato nel distretto di Borj-e Sharahah e ha coinvolto almeno una guesthouse dell’Onu. Altre esplosioni sono state sentite subito dopo l’attacco da diversi testimoni sul posto.

La donna, dipendente dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), è in condizioni gravissime, non ha riportato ferite da arma da fuoco ma ha ustioni sul 90% del corpo, che si sono aggravate rispetto a quanto era emerso in un primo momento secondo quanto riferito dalla Farnesina. Emergency le ha prestato le prime cure, successivamente è stata trasferita all’ospedale militare USA di Bagram, vicino alla capitale Afghana.

Chris Lom, portavoce dell’Oim, ha spiegato nel dettaglio quello accaduto alla funzionaria italiana: “è stata gravemente ferita dall’esplosione di tre granate”. L’attentato suicida e il successivo attacco sono stati rivendicati dal portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid. L’obiettivo dell’attacco era proprio la guesthouse perché la CIA la usa “per reclutare spie afghane” secondo il portavoce del terroristi. Il 28 ottobre 2009 la stessa guesthouse era stata presa di mira dai talebani ed erano morti diversi funzionari dell’Onu.

La nostra connazionale continua ad essere costantemente accompagnata ed assistita da un funzionario dell’ambasciata italiana. L’operazione è stata curata dall’ambasciata a Kabul in stretto coordinamento con l’Unità di Crisi della Farnesina.