Per fortuna non ci sono stati feriti, ma l’attentato a Brescia di questa mattina ha subito fatto registrare un innalzamento del livello di allarme da parte della polizia locale, bersaglio dell’attacco.

La bomba artigianale che è esplosa intorno alle 4.30 di mattina era stata infatti collocata davanti all’ingresso della scuola di polizia Polgai, sita in via Vittorio Veneto 3, in una zona piuttosto centrale delle città.

Come già notato l’attentato non ha provocato morti o feriti, anche perché la strada è scarsamente frequentata in un orario del genere, ma sono stati registrati danni materiali alla facciata della scuola, che per questo anno ospita circa 200 allievi su 272 posti letto disponibili.

Dalle prime rilevazioni della polizia scientifica che è accorsa sul luogo dell’esplosione si è scoperto che l’ordigno è di fabbricazione artigianale, costituito da una pentola a pressione modificata opportunamente per diventare una bomba, dal potenziale offensivo comunque sufficiente per uccidere delle persone. Sul posto sono arrivate anche tre vetture dei vigili del fuoco, e la strada è stata chiusa al traffico per metà della sua estensione, provocando ovvi rallentamenti della circolazione.

Ancora poco chiaro il modo in cui l’attentatore abbia fatto esplodere l’ordigno: data la natura casalinga della bomba non è infatti escluso che l’innesco possa essere stato azionato a mano, invece che a distanza come ci si aspetterebbe normalmente.

Al momento tutte le ipotesi sulla matrice dell’attentato restano ugualmente valide, e non si è finora esplicitamente esclusa la pista del terrorismo, per quanto non ci siano ancora rivendicazioni. Si sospetta comunque che il gesto possa essere un significato simbolico, e non sono quindi state scartate le tracce anarco-insurrezionaliste così come quella islamista, visto che molti i blitz anti-jihadisti portati a termine dalla forze di polizia locali.

Dalle telecamere di sorveglianza è stato possibile riprendere però un uomo dal volto coperto, e quindi non ancora identificato, che si è occupato di posare l’ordigno.