A poche ore dall’ultimo presunto attentato terroristico in Belgio, a Charleroi, l’Isis avrebbe rivendicato quanto accaduto ieri ai danni di due poliziotte. Le donne sono state assalite da un algerino di trentatré anni, che avrebbe tentato di colpirle con un machete e che avrebbe urlato Allah Akbar (qui la cronaca nel dettaglio di quanto accaduto).

La rivendicazione di quanto accaduto a Charleroi sarebbe avvenuta attraverso l’agenzia Amaq, collegata con l’Isis, che avrebbe poi fatto la comunicazione su Twitter. Una fonte interna avrebbe infatti confermato all’agenzia stessa che l’attacco di Charleroi è stato effettuato da uno dei soldati del Nuovo Stato Islamico, ossia l’Isis.

Sempre secondo l’agenzia Amaq, l’attacco in cui sono state ferite due poliziotte sarebbe avvenuto in risposta agli appelli a colpire i cittadini dei Paesi che appartengono alla coalizione crociata. E così dopo gli attacchi che hanno sconvolto l’aeroporto di Bruxelles, il Belgio sarebbe stato nuovamente colpito, questa volta in modo diverso, anche a Charleroi.

Secondo la procura belga, però, l’algerino che ha compiuto l’attentato si troverebbe in Belgio da circa quattro anni e sarebbe stato noto alle forze dell’ordine soltanto per episodi di criminalità comune e non certo per legami con il terrorismo islamico. Nonostante questo, però, la polizia avrebbe anche assicurato di aver affidato le indagini ad un giudice specializzato in terrorismo, proprio perché si presumeva che l’attentato di Charleroi avesse potuto avere comunque dei legami con l’Isis.