Una delle vittime italiane all’attentato di Dacca era incinta: Simona Monti sarebbe dovuta tornare in Italia per vivere gli ultimi mesi di gravidanza arrivata già al settimo mese. Pochi giorni separavano Simona dal suo ritorno in patria, aveva già prenotato l’aereo per Lunedì mattina prossimo che l’avrebbe riportata nella sua casa di Magliano Sabina nel Lazio. Simona si trovava in Bangladesh perché manager di un’importante industria tessile e venerdì sera era all’interno del ristorante Holey Artisan Bakery di Dacca dove un commando jihadista ha fatto irruzione uccidendo 20 persone, 9 delle quali italiane.

Ad aspettarla in Italia c’erano il fratello, la mamma e il papà che Simona Monti aveva sentito venerdì sera poco prima di entrare nel ristorante e infatti quando iniziarono ad arrivar le notizie dell’attentato i familiari hanno capito subito la gravità della situazione: ogni speranza che Simona con il bambino che  aveva in grembo si fosse salvata è stata resa vana dalla comunicazione di morte fatta dalla Farnesina nel pomeriggio di Sabato.

Simona Monti, 33 anni, lavorava a Dacca dalla scorsa estate ma dopo la laurea in lingue e civiltà orientali come racconta il sindaco di Magliano Sabina: “La conoscevo benissimo. Ci ho parlato a Pasqua quando era rientrata a Magliano per le vacanze. Era una ragazza meravigliosa, si era laureata con voti eccellenti, ha lavorato in Francia, in Cina, in Perù, insomma era un’eccellenza della gioventù maglianese, costretta a trovare lavoro fuori dall’Italia. Siamo veramente addolorati, non riesco a immaginare il dolore che devono sopportare i genitori e i fratelli. Questa è una tragedia senza motivo, senza nessuna giustificazione”.

La vita di Simona Monti, e della creatura che portava in grembo, è terminata sotto i colpi della follia jihadista.