Gli investigatori che si stanno occupando dell’attentato di Londra in cui sono morte 7 persone sono già riusciti a dare un nome ai tre responsabili, presunti affiliati all’Isis: uno tra questi sarebbe un italo-marocchino di 22 anni.

Youssef Zaghba, questo il nome dell’attentatore, è nato da madre italiana e padre marocchino (i due si sono poi separati): grazie al doppio passaporto ha vissuto a Bologna per un certo lasso di tempo, a più riprese.

Sul suo cellulare sono stati trovati video di propaganda dello Stato Islamico, ma anche sermoni religiosi, come spesso accade per coloro che hanno scelto di intraprendere la strada della jihad. Tuttavia l’analisi dello smarphone di Yussef non risale a queste ore, ma al marzo del 2016, quando le autorità italiane lo fermarono proprio a Bologna mentre stava cercando di salire su un volo diretto in Turchia.

A insospettire la polizia di frontiera il biglietto di sola andata e l’unico bagaglio costituito da un piccolo zaino: indizi che permisero di identificare il ragazzo come un aspirante soldato dell’Isis. La madre si difesa affermando che il figlio le aveva confidato di voler andare a Roma e non in Turchia, chiedendole un aiuto economico.

Il ragazzo non venne espulso a causa del suo passaporto italiano, e gli indizi trovati non vennero ritenuti decisivi per procedere con l’accusa di terrorismo, per cui le autorità si limitarono a inserirlo nella lista dei soggetti pericolosi e tenuti sotto controllo. Con lo spostamento in Gran Bretagna grazie a un lavoro stagionale in un ristorante, i servizi di intelligence nostrani avrebbero condiviso le informazioni raccolte con i colleghi albionici: o almeno così sostengono oggi gli investigatori italiani.

Gli altri due terroristi sono stati identificati: il primo sarebbe Kuhram Shazad Butt, di 27 anni, probabile capo del commando, originario del Pakistan, sposato con un figlio; mentre l’altro dovrebbe essere Rachid Redouane, 30enne di nazionalità incerta (marocchino o forse libico) che si faceva passare anche come Rachid Elkhdar.