L’attentato di Nizza che nelle ultime ore ha calamitato l’attenzione del mondo intero ha visto morire ottantaquattro innocenti persone e rimanere ferite moltissime altre. Si trattava di persone che si trovavano sul lungomare della cittadina francese per celebrare il 14 luglio, festa nazionale nel Paese. Molte di loro, purtroppo, hanno pagato con la vita la scelta di trascorrere una serata sulla Promenade des Anglais per guardare i tradizionali fuochi d’artificio.

Il killer dell’attentato di Nizza, il franco-tunisino di 31 anni Mohamed Lahouaiej Bouhlel, è stato ucciso quando ormai aveva già compiuto la strage. E negli ottantaquattro morti provocati e negli oltre cento feriti – alcuni dei quali molto gravi – si conterebbero anche tantissimi bambini. Fra le eventuali vittime potrebbero esservi anche italiani che al momento non risultano rintracciabili e per questo la Farnesina è al lavoro.

attentato di Nizza

Viktoria Savchenko

Il giorno dopo dell’attentato a Nizza però, diventa anche il momento per iniziare a capire chi fossero le vittime della strage: i loro volti, le loro storie, il perché si trovavano a Nizza. I corpi identificati sono già molti e fra questi vi sono la bella Viktoria Savchenko, studentessa russa di soli vent’anni che frequentava la Financial University a Mosca; la cinquantaquattrenne Linda Casanova, svizzera, in vacanza in Costa Azzurra col marito che invece è riuscito a salvarsi dall’attentato di Nizza; il piccolo Brodie Copeland, texano di soli undici anni, ucciso assieme a suo padre (di cinquantuno anni) dal camion sparato sulla folla da Bouhlel.

Attentato di Nizza vittime

Brodie Copeland e suo padre Sean

Si tratta soltanto di alcune delle vittime già identificate dell’attentato di Nizza ma in queste ore stanno giungendo le storie di molte altre vittime. Tutte accomunate dal fatto di essersi trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Per una strage sbagliata, come tutte le stragi.