Tragedia sfiorata in Cile dove è esploso un ordigno nel centro commerciale di una stazione della metropolitana di Santiago. La deflagrazione è avvenuta intorno alle 14 ora locale nei pressi della fermata di Escuela Militar, nel quartiere residenziale di Las Condes, una zona affollata. Ancora provvisorio il bilancio ufficiale: secondo gli ultimi dati i feriti sarebbero almeno otto, ricoverati in ospedale per fratture esposte e traumi acustici. Due versano in gravi condizioni.

Secondo la stampa locale, testimoni presenti sul luogo hanno visto due giovani lasciare una borsa in un fast food prima di fuggire a bordo di un’auto. La dinamica non è ancora stata confermata dalla polizia cilena. La stazione della metro si trova a circa 200 metri dalla sede della Scuola Militare dell’esercito cileno e i media locali ipotizzano un possibile nesso fra l’attentato e una serie di attacchi esplosivi registrati alcune settimane fa nella capitale: atti messi a segno da gruppi anarchici che chiedono la liberazione di due dei loro leader, Francisco Solar e Monica Caballero, detenuti in Spagna nel 2013. Stavolta fa riflettere modalità diversa rispetto ai precedenti attacchi, circa una trentina dall’inizio dell’anno ma in luoghi decisamente più remoti.

L’11 settembre, inoltre, ricorre l’anniversario del golpe militare di Pinochet del 1973, con cui depose il presidente Salvador Allende. Diversi cortei per commemorare le vittime finiscono in pesanti scontri. Il governo ha reagito duramente e ripresenta la necessità di promulgare una legge anti terrorismo: “Siamo di fronte a un grave episodio – ha detto il ministro dlel’Interno, Rodrigo Peñailillo – che richiede che il paese agisca con fermezza e applichi sanzioni più severe”.

Foto ‏Twitter @Cooperativa

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