Vasta operazione della polizia turca dopo gli attentati all’aeroporto di Istanbul di martedì sera. I reparti antiterrorismo sono intervenuti poche ore fa nei quartieri perifici della città, nelle zone di Pendik, Basaksehir e Sultanbeyli, traendo in arresto 13 persone, di cui 4 straniere.

L’agenzia di stampa Anadolu ricorda che i quartieri in cui le forze dell’ordine sono entrate in azione sono conservatori ed in passato hanno nascosto diversi individui che hanno deciso di aderire alla Jihad.

Sempre secondo quanto riferisce Anadolu, altre 9 persone sono state arrestate a Smirne, città della Turchia centro-occidentale.

Il ministro dell’Interno Efkan Ala, oltre a confermare gli arresti, ha comunicato che il bilancio degli attacchi all’aeroporto Kemal Ataturk> si è aggravato. Ora si parla di 43 vittime, di cui 19 straniere.

I media turchi hanno intanto lanciato la notizia secondo la quale la polizia ha provveduto all’identificazione dei tre kamikaze che facevano parte del commando che ha assaltato lo scalo di Istanbul. Si tratta di un cittadino del Kirghizistan, uno del Uzbekistan ed uno della Russia.

Secondo quanto riporta il quotidiano Yeni Safak, il russo è nato in Daghestan, una repubblica confinante con la Cecenia, regione dalla quale proviene colui il quale sarebbe stato il coordinatore della strage: Akhmed Chatayev. Si tratta di un personaggio noto sia a Mosca che all’Onu, che lo ha inserito in una lista in cui viene descritto come responsabile dell’addestramento degli jihadisti di lingua russa.

Il giornale Hurriyet ha scritto che l’identificazione dei tre kamikaze è risultata possibile solo grazie ai passaporti e che uno degli autori degli attacchi suicidi, avvenuti mentre il resto del commando sparava sulla folla, è il ceceno Osman Vadinov, che sarebbe giunto a Istanbul direttamente da Raqqa.