Prosegue il lavoro di intelligence dopo il vile attacco terroristico che a Manchester, al termine del concerto della cantante Ariana Grande, ha provocato ventidue vittime e decine di feriti. Gli agenti cercano di capire soprattutto se attorno alla figura di Salman Abedi – il kamikaze di 22 anni che si è fatto saltare nei pressi della Manchester Arena – vi sia una rete e da chi sia composta. Gli investigatori sanno che probabilmente Abedi e suo fratello avrebbero giurato fedeltà all’Isis ma la polizia avrebbe proceduto all’arresto di altre due persone, accusate di essere legate all’attacco di Manchester. Con questi altri due arresti, il numero dei fermi arriva così ad otto.

Si tratta di arresti che la polizia ha qualificato come significativi, senza scendere troppo nei dettagli, e che avrebbero portato anche al recupero di materiale importante. Un modo, tra l’altro, per assicurare i cittadini britannici circa l’operato solerte dell’intelligence e sulla tutela della sicurezza pubblica.

In base alle indagini compiute fino a questo momento, sembra anche che l’attentatore di Manchester si trovasse in Germania quattro giorni prima di entrare in azione, nella città di Dusseldorf. Ciò che sembra sempre più evidente, è che Abedi non avrebbe agito da solo e che, almeno in questo caso, sia difficile credere all’azione di quello che in genere viene definito come lupo solitario. Ad avvalorare tale ipotesi, anche il fatto che l’ordigno utilizzato dal giovane per farsi saltare in aria fosse troppo sofisticato per essere stato fabbricato direttamente da lui. Da qui l’altra ipotesi: il ventiduenne non poteva che essere una pedina.

Tutte ipotesi che portano a ritenere che vi sia una cellula terroristica attiva in grado di poter contare su una figura capace di poter fabbricare ordigni tutt’altro che rudimentali. Anche per tale motivo, la Premier britannica Theresa May ha deciso di innalzare il livello di sicurezza nel Paese al grado “critico”.