Un uomo cammina nella zona antica del centro di Torino, via Barbaroux, indossando un soprabito, dei guanti e un casco integrale ricoperto da una striscia bianca; porta anche un pacco; nessuno dei passanti sembra notarlo. Ad un certo punto arriva davanti al portone di una palazzina ed entra. E’ il 21 marzo 2012, ore 8.30. In quella palazzina abita il consigliere comunale torinese Alberto Musy, avvocato, candidato sindaco per l’Udc alle elezioni comunali del 2011. Lo sconosciuto s’incontra con l’avvocato, estrae una pistola e gli spara, colpendolo dopo averlo inseguito per il cortile. Musy è entrato in coma poco dopo, e da allora non si è ancora risvegliato.

Questo filmato raccoglie le riprese delle telecamere di sorveglianza installate lungo la strada, ed è stato diffuso dalla Polizia. Oggi, dopo un interrogatorio da parte di Luigi Silipo e Luigi Mitola, responsabili rispettivamente di Squadra mobile e Squadra omicidi, durato tutta la notte, la Procura torinese ha disposto il fermo di un uomo sospettato di avere sparato a Musy. Si chiama Francesco Furchì, ha 50 anni. Anch’egli si era candidato nel 2011, come consigliere nella lista Alleanza per Torino, che sosteneva Musy. E’ presidente dell’associazione culturale Magna Grecia Millenium, la cui attività è promuovere cultura e prodotti di Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia.

La posizione di Furchì è attualmente al vaglio del Gip. I moventi ipotizzati dagli inquirenti sarebbero tre: il mancato appoggio ad un concorso per una cattedra universitaria; la mancata nomina a cariche comunali in cambio del sostegno nella campagna; il mancato impegno del consigliere nel trovare investitori per un progetto di Furchì.