A seguito degli attentati di Parigi, nella Capitale si sta diffondendo un clima di psicosi generale che ha fatto crescere esponenzialmente i falsi allarmi che si susseguono in tutta Italia – in particolare a Roma. Ad accrescere la situazione di panico è intervenuto anche un messaggio bufala che sta circolando su WhatsApp. Si tratta di un audio in cui una presunta madre avverte la figlia – abitante a Roma – di restare a casa, perché una sua amica che lavora al ministero dell’Interno l’ha avvertita che presto ci sarebbe stato un attentato a Roma.

La situazione è molto più preoccupante di quello che ci dicono” e per ridurre i rischi bisognerebbe – secondo questa finta madre – evitare soprattutto la metropolitana ed i luoghi della movida, che sarebbero gli obiettivi prioritari dei terroristi. La polizia postale ha smascherato già in mattinata questo messaggio pubblicando un post sulla sua pagina FacebookUna vita da social“. Anche se la notizia della bufala è stata poi riportata da diversi altri siti informativi, in migliaia hanno girato il messaggio audio ai loro contatti, alimentando il panico.

Su questo messaggio sta indagando la polizia postale. Prevede di arrivare presto ad identificare la donna per poi riferire il risultato delle sue indagini all’autorità giudiziaria. Possibile l’apertura di un fascicolo per procurato allarme. Su questo tema è intervenuto anche il premier con un messaggio WhatsApp di 16 secondi: “Il terrorismo internazionale è una minaccia seria e dobbiamo essere molto attenti e determinati. Quello che è fondamentale è che non cadiamo nella trappola di chi vorrebbe chiuderci a chiave in casa per vivere nella paura, senza fare una vita normale“. E ancora “nessuno ci porterà via la nostra esistenza quotidiana e noi, l’Italia e gli italiani, siamo molto più forti della paura“.

Aggiornamento: l’autrice del messaggio-bufala diventato virale su WhatsApp si è presentata, insieme alla figlia, negli uffici della polizia postale di Via Trastevere verso le 22. A quanto sembra la donna sarebbe stata al telefono con la figlia l’altroieri, e per convincere lei ed un’amica a non uscire di casa avrebbe inventato la storia dell’attentato ed il suo contatto con una persona che lavorava al Ministero dell’Interno.

Quella telefonata sarebbe stata registrata, ed inoltrata ad altri contatti Whatsapp delle due ragazze – ed in poco tempo è diventato virale. Una volta montato il caso, la figlia avrebbe parlato con la madre di quanto era avvenuto e la donna avrebbe deciso di presentarsi spontaneamente. Le deposizioni della donna e della figlia sono state raccolte in verbali trasmessi poi all’autorità giudiziaria.