UPDATE 15:40: purtroppo il bilancio dell’attentato ad Ankara continua a salire di ora in ora. Le vittime accertate, almeno fino a questo momento, sarebbero oltre ottanta mentre i feriti stanno toccando quota duecento.

UPDATE: come si temeva, si aggrava il bilancio del duplice attentato. Secondo quanto riportato dal ministero degli Interni turco, le vittime accertate sono 30, mentre i feriti 126. Ancora da stabilire l’esatta dinamica della strage, anche se diventa più concreta l’ipotesi di due kamikaze, secondo l’agenzia di stampa Anadolu.

Almeno venti morti e decine di feriti, forse più di cento: questo il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, dell’attentato terroristico che questa mattina ha sconvolto Ankara, capitale della Turchia. A rendere ancora più choccante l’accaduto è il fatto che le due esplosioni, almeno una delle quali generate da un attacco suicida, sono andate a colpire un’area della città dove, attorno a mezzogiorno, sarebbe dovuto partire un corteo di manifestanti che richiedono la definitiva riappacificazione con il PKK curdo e la fine del conflitto che da decenni sta martoriando il sud-est del paese. Entrambe le deflagrazioni sono avvenute sotto un cavalcavia nei pressi della stazione ferroviaria di Ankara.

Il governo turco non ha per il momento confermato la matrice terroristica della strage, ma le fonti locali parlano di almeno un kamikaze che si sarebbe fatto esplodere durante i preparativi del corteo pacifista. La maggior parte delle vittime avrebbe infatti preso parte alla manifestazione, organizzata congiuntamente da diversi sindacati di sinistra e dall’HDP, il partito filo-curdo, e tra i corpi sono stati rinvenuti molti striscioni e bandiere. Le persone ferite rimaste ferite nelle esplosioni sarebbero almeno cento. Sulla scena si è poi scatenato il panico quando i manifestanti inferociti hanno attaccato una volante della polizia, costringendo le forze dell’ordine a intervenire coi gas lacrimogeni per riportare la situazione a una relativa calma. Il corteo è stato annullato e gli organizzatori hanno invitato i partecipanti a tornare a casa e chiesto a quelli che stavano raggiungendo Ankara da altre città di tornare indietro, nel timore di ulteriori attacchi.

Non è la prima volta che qualcosa di simile succede in Turchia. Nel giugno scorso si erano contate molte vittime durante una manifestazione pro-curdi nella città di Diyarbakir, poco prima delle elezioni del 7 giugno. Va ricordato che il paese tornerà a votare il prossimo 1 novembre per le elezioni anticipate in una situazione di estrema tensione: da una parte il partito del presidente Erdogan, in calo di consensi; dall’altro l’HDP filo-curdo di Selahattin Demirtas, in crescita esponenziale. Il primo accusa i secondi di essere assimilabili ai terroristi; il secondo accusa il premier di voler fomentare una guerra civile.

Ecco il video della prima esplosione: