Prima una bomba in stazione, poi su un filobus: sono state ore di paura e tensione le ultime trascorse a Volgograd (foto by InfoPhoto), nel sud della Russia, nelle vicinanze del turbolento Caucaso, dove in meno di 24 ore hanno perso la vita almeno 27 persone.

L’attentato kamikaze alla stazione dove una donna, Oksana Aslanova, 26 anni, si è lasciata esplodere nella hall ha provocato per l’esattezza 17 vittime, la bomba esplosa all’interno di un filobus, almeno 15 i morti e 23 feriti gravi. La violenta esplosione ha completamente sventrato il mezzo e si sospetta ancora una volta l’azione di un kamikaze, sebbene tale particolare non sia stato finora confermato.

Sconosciute le cause che hanno spinto i terroristi a colpire la città, ma si presume possa essere una strategia contro il presidente russo Vladimir Putin che punta al rilancio internazionale con le Olimpiadi invernali di Sochi (scopri qui come seguirli in chiaro). Alcune minacce, poco tempo fa, erano arrivate del cosiddetto “Bin Laden russo”, il ceceno Doku Umarov, che in passato aveva rivendicato i più sanguinosi attentati contro Mosca. In un video dello scorso luglio l’uomo invitò i suoi seguaci ad attaccare, in nome di Allah e della “jihad globale”, diversi obiettivi in Russia, compresi i Giochi invernali.

Vogliono organizzare i Giochi Olimpici sulle ossa dei nostri antenati, di numerosi musulmani morti e sepolti nelle nostre terre sul Mar Nero, e come mujaheddin siamo obbligati a non permetterlo, usando qualsiasi metodo consentitoci dall’onnipotente Allah“, aveva affermato “l’Emiro” quarantanovenne.