Il 19 Settembre scorso le autorità russe avevano arrestato 28 membri dell’equipaggio della nave rompighiaccio di Greenpeace “Artic Sunrise”, per aver tentato di scalare la piattaforma petrolifera di Gazprom “Prirazlomnaja” che, in quel periodo, avrebbe dovuto cominciare le trivellazioni petrolifere nel Mar di Pechora (una sezione del mare artico).

Per gli attivisti era scattata la detenzione nel carcere della città di Murmansk, nel Nord della Russia Occidentale. La scorsa settimana sono stati trasferiti nel carcere di San Pietroburgo dove ha sede il tribunale che li giudicherà (foto by InfoPhoto).

L’accusa sembrava orientata al vandalismo, ma potrebbe anche cadere nella pirateria. Entrambi i capi d’imputazione al momento, almeno formalmente, restano ma finalmente, dopo due mesi di appelli e contatti diplomatici, la situazione sembra essersi sbloccata: i 7 attivisti, tra cui anche l’italiano, sono stati liberati. La Corte Kalininskij di San Pietroburgo, ha concesso lo scarceramento su cauzione anche per Cristian D’Alessandro.