La polizia australiana ieri ha arrestato un ragazzo di diciassette anni con l’accusa di terrorismo. L’adolescente è stato trovato in possesso di tutto l’occorrente per preparare degli ordigni e di tre bombe artigianali, a seguito della perquisizione avvenuta nella sua casa in Clare Boulevard, a Greenvale, nella parte Nord di Melbourne. Gli ordigni sono stati messi in sicurezza dagli artificieri in un parco vicino alla casa dell’adolescente.

Gli inquirenti hanno spiegato ai media che il giovane terrorista aveva intenzione di colpire una località dell’Australia ma non hanno rivelato ulteriori dettagli.  Probabilmente il ragazzo voleva colpire il centro di Melbourne nel giorno della festa della mamma. Il diciassettenne, di cui non è stato rivelato il nome, comparirà davanti alla giuria del Tribunale dei Minori già lunedì. L’arresto è frutto di una delicata operazione di intelligence che ha visto la collaborazione della polizia con le autorità federali e i servizi segreti. Le indagini si sono intensificate soprattutto negli ultimi 9 giorni, fino a giungere all’emissione del mandato di arresto e al blitz nella casa del terrorista.

Il ragazzo è stato intercettato e bloccato dagli agenti mentre cercava di allontanarsi a bordo di un’auto insieme a una donna. La polizia ha spiegato che l’attentato terroristico sventato a Melbourne non è collegato ai due attentati sventati a Melbourne il mese scorso. In quell’occasione i poliziotti avevano arrestato due adolescenti che si preparavano a colpire.

L’allerta è alta in Australia. Il Paese partecipa infatti ai raid della coalizione internazionale contro l’ISIS in Iraq e in Siria ed è un obiettivo sensibile. Mike Phelan, vice commissario dell’AFP, la polizia federale australiana, ha spiegato che senza l’intervento dell’antiterrorismo molti australiani sarebbero morti. I terroristi erano infatti pronti a colpire.

La polizia si è poi affrettata a rassicurare i cittadini australiani, spiegando che non corrono più alcun pericolo e che l’antiterrorismo terrà gli occhi ben aperti per sventare eventuali altri attacchi terroristici in preparazione nel Paese. L’AFP ha spiegato che i genitori del giovane arrestato sono rimasti sconvolti dall’accaduto, ignari dei propositi criminali del figlio. Nei giorni scorsi a Sidney è stato fermato con l’accusa di terrorismo un quattordicenne. Le autorità invitano le famiglie a stare vicine ai figli adolescenti, spiegando che bisogna comprendere cosa porta i giovani australiani a rimanere soggiogati dal terrorismo per combattere il fenomeno alla radice.