Il fenomeno dei Foreign fighters continua a destare preoccupazione in Occidente. Migliaia di aspiranti jihadisti con passaporto europeo, o americano, cercano di unirsi all’Isis recandosi segretamente in Siria Iraq. Solo pochi giorni fa le autorità francesi hanno ritirato i passaporti a sei cittadini che stavano pianificando un viaggio imminente in Siria, mentre ad un un’altra quarantina di francesi sarà impedito di viaggiare all’estero. Oggi è invece l’Australia a dare l’allarme: “un numero crescente di giovani donne si unisce all’Isis, nonostante vengano usate come schiave del sesso e in alcuni casi come kamikaze”, ha riferito in parlamento il ministro degli esteri, Julie Bishop. “Raggiungono i mariti combattenti stranieri e cercano di trovare un partner, oppure forniscono sostegno a organizzazioni terroristiche”. Da quanto chiarito dall’Australia le donne costituiscono ora quasi un quinto di tutti i combattenti stranieri, e si crede che oltre 500 provengano da paesi occidentali. A queste si sono appena aggiunte una quarantina di donne australiane, fra cui le cosiddette “spose jihad”,  segretamente recatesi in Iraq e Siria per unirsi a gruppi terroristici. “È contro la logica, dato l’atteggiamento dell’Isis verso le donne”, tuona il ministro. “Se non bastassero le uccisioni e le esecuzioni, l’Isis ha pubblicato istruzioni sul trattamento delle schiave del sesso, che includono stupri e percosse. Neanche le bambine sono immuni, le istruzioni incoraggiano attacchi sessuali su ragazzine che non hanno raggiunto la pubertà”.

Il ministro degli esteri ha quindi esortato le famiglie ad aiutare a impedire che le figlie vengano radicalizzate. “È probabile che i familiari e gli amici siano i primi a notare cambiamenti in giovani che si stanno radicalizzando. Devono cercare di comunicare con loro prima che sia troppo tardi” avverte il ministro. Il governo australiano teme infatti che alcune di loro siano entrate nella tristemente nota polizia religiosa composta di sole donne, formata per far rispettare le severe norme della sharia.

Il flusso di foreign fighter verso la Siria rappresenta una minaccia in evoluzione per il nostro Paese e per i nostri alleati – ha recentemente affermato Loretta Lynch, procuratore di New York, scelta da Obama come prossimo ministro della Giustizia – Perseguiremo vigorosamente coloro che tenteranno di raggiungere la Siria per unirsi alla violenta jihad per contro dell’Isis e coloro che li sostengono“.