L’Australia si trova ancora una volta a dover fronteggiare pesanti accuse riguardanti il trattamento riservato ai richiedenti asili. Sono infatti oltre 2000 i documenti, per un totale di oltre 8000 pagine, che sono stati pubblicati in queste ore e che mettono sotto i riflettori le violenze sistematiche che sarebbero state compiute nel campo di Nauru, remota isola del Pacifico.

Tra i reati contestati vi sono abusi sessuali, anche su minori, aggressioni, minacce di autolesionismo come segno di protesta per le ardue condizioni di vita garantite ai profughi. In particolare più di 1000 documenti, quindi quasi la metà, sono dedicate ai casi che coinvolgono i bambini, nonostante si tratti del 18% della popolazione, che stando ai dati di giugno 2016 ammonterebbe a 442 persone.

Il leak di questo report dettagliati segue di qualche settimana la scoperta del brutale trattamento riservato ai ragazzi di un centro di detenzione giovanile nei pressi di Darwin, che ha portato il premier Malcolm Turnbull a promettere un’inchiesta ad ampio raggio.

Nelle oltre 8000 pagine si leggono orrori di ogni sorta: da guardie che minacciano di morte ragazzi a schiaffi in pieno viso, passando per le proteste di ragazze che si sarebbero cucite le labbra, alla concessione di favori solo sulla base di prestazioni sessuali.

L’accusa principale rivolta al governo australiano è quella di aver colpevolmente e consapevolmente sottovaluto i segnali di avvertimento ricevuti in precedenti report e le molte denunce arrivate alle autorità.

Si ricorda che Nauru è uno stato autonomo, il più terzo più piccolo al mondo dopo il Vaticano e il Principato di Monaco, ma viene foraggiato dall’Australia proprio come centro di detenzione per i rifugiati che non possono essere gestiti dalla più grande nazione, come avviene anche per l’isola di Manus della Papua Nuova Guinea, che ospita 854 richiedenti asilo.

L’accesso all’isola di Nauru è strettamente controllato e anche le informazioni che arrivano all’esterno, e in particolar modo ai cittadini australiani, sono poche, come da politica ufficiale del governo, già molto criticato per il trattamento riservato agli immigrati senza documenti regolari. Il primo ministro ha promesso che si occuperà personalmente del caso esaminando i documenti pubblicati.