Il più imprevedibile degli scenari politici – seppur non del tutto improbabile – è divenuto realtà in Austria: le recenti elezioni presidenziali, e nello specifico il susseguente ballottaggio, sono stati infatti annullate dalla Corte Costituzionale a causa di numerose irregolarità.

Come si ricorderà il voto del 22 maggio aveva visto il candidato dei Verdi Alexander Van der Ballen trionfare sul suo sfidante, Norbert Hofer, leader del Partito della Libertà riconducibile all’estrema destra.

La vittoria era però avvenuta per un soffio, e solo in fase di scrutinio dei voti per corrispondenza, un totale di 700mila schede: fino a quel momento Hofer si era infatti ritrovato in vantaggio, mentre il risultato finale lo ha visto perdere con uno scarto di appena lo 0,6% delle preferenze.

Il leader politico, che avrebbe potuto diventare così il primo capo di stato di estrema destra nell’Europa del secondo dopoguerra, aveva però annunciato di voler presentare ricorso in Corte Costituzionale.

Dopo un accurato esame degli avvenimenti del 22 maggio sono state accertate molteplici irregolarità in fase di scrutinio: in varie sedi il conteggio sarebbe stato avviato prima dell’arrivo della commissione deputata, mentre in altri casi sarebbe stato concesso di votare a non aventi diritto (minorenni e stranieri).

La sentenza ha riscontrato ben 94 casi controversi, e ha quindi deciso di far ripetere il ballottaggio, la cui data dovrebbe essere annunciata martedì prossimo, per quanto in molti ritengono che il 18 settembre sia la data più probabile.

Van de Bellen dovrà dunque aspettare per il suo insediamento ufficiale, e il suo incarico verrà ricoperto ad interim dai presidenti delle due Camere.

Il cancellerie Christian Kern ha commentato la notizia con sfoggio di orgoglio patriottico: “Non devono esistere essere dubbi sulla legittimità delle elezioni. La decisione della Corte di ripetere il ballottaggio delle presidenziali non è qualcosa di cui felicitarsi, ma è la dimostrazione che la democrazia e lo stato di diritto funzionano.”