Braunau am Inn, Austria, poco meno di 16mila abitanti: qui nel 1889 vide la luce Adolf Hitler, uno dei personaggi che nel bene e sopratutto nel male hanno fatto la Storia.

È delle ultime ore l’annuncio ufficiale di Wolfang Sobokta, ministro degli Interni del Paese, della volontà del governo di demolire l’abitazione su tre piani in cui nacque il dittatore nazista oltre 120 anni fa. Sulle fondamenta, che verranno conservate, verrà edificata una nuova struttura.

La decisione non è stata presa alla leggera, e si è basata anche sul consulto di una commissione governativa che comprende storici e personalità culturali, tra cui ance il presidente della comunità ebraica austriaca.

L’opinione di questo speciale gruppo di lavoro, che dovrebbe essere rispettata, era che l’edificio avrebbe dovuto subire una ristrutturazione radicale tale da renderlo irriconoscibile, anche per frenare i pellegrinaggi dei neonazisti verso la casa specie intorno al 20 aprile, data della nascita di Hitler.

L’ultima parola spetta però al Parlamento, che dovrà anche rendere esecutivo il progetto di legge per l’esproprio dell’abitazione, dato che la proprietaria ha sempre rifiutato le offerte di acquisto: il governo finora ha pagato quasi 4800 euro al mese affinché nessuno potesse costruirvi un museo dedicato al dittatore.

La proprietaria non ha mai voluto che venisse affissa una targa commemorativa, perciò ne è stata installata una su suolo pubblico che recita: “Per la pace, la libertà e la democrazia, mai più il fascismo. Milioni di morti ricordano”.

Al posto dell’edificio dovrebbe sorgere la sede di un ente benefico oppure un palazzo con funzioni amministrative, come d’altro canto impone il contratto di locazione pubblico in vigore dal 1972. Nel corso degli anni l’edificio è stato una biblioteca civica, quindi la sede di un istituto bancario e di un istituto tecnico, e infine di un’associazione che si occupava di supporto agli invalidi. Negli ultimi tempi, invece, anche a causa delle cattive condizioni e della scarsa manutenzione prestata, il locale era rimasto inabitato.