Un autobomba è esplosa in un mercato nella parte settentrionale della capitale irachena. Ha ucciso otto persone e ferite altre ventidue. Oggi è esplosa anche un seconda autobomba nella parte sudest di Baghdad ed ha ucciso due persone.

Tutte le esplosioni sono avvenute in una parte della città a maggioranza sciita. Le esplosioni sono state rivendicate dall’Is, lo stato islamico che ha preso il controllo di buona parte del nord e dell’ovest dell’Iraq, così come porzioni di territorio attorno a Baghdad.

Intanto continuano i combattimenti tra forze regolari e l’esercito dell’Is. A Ramadi, la capitale della provincia occidentale di Anbar, un ufficiale locale ha raccontato di forti scontri tra esercito regolare e le forze dello stato islamico, concentrati soprattutto nel quartiere di al-Hooz, giusto a sud di un complesso governativo che si trova in centrocittà e che ospita il quartier generale della polizia e gli uffici del governatorato di Anbar.

L’entrata in scena dello stato islamico ha fatto precipitare l’Iraq nella peggiore crisi dal 2003, quando gli Stati Uniti si accingevano ad invadere il paese, allora sotto il controllo tirannico di Saddam Hussein.

L’esercito regolare negli ultimi mesi – appoggiato dalle milizie sciite e dai peshmerga curdi, oltre che dai caccia americani – ha riconquistato parte del terreno sotto il controllo dell’Is, che d’altra parte ha preso il controllo di nuove città nella provincia di Anbar.

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