La situazione in Egitto è lontana dall’essere tranquilla. Quasi sei mesi dopo la rimozione dell’ex presidente Mohammed Morsi, proseguono gli scontri fra nuovo e vecchio regime, fra polizia e islamisti. Nelle prime ore del 24 dicembre un’autobomba è esplosa vicino ad una stazione di polizia nella località di Mansura, circa cento chilometri a nord del Cairo. Il botto ha fatto crollare parzialmente l’edificio di cinque piani che ospita gli agenti. Al momento si registrano 14 morti e ottanta feriti. Tra i deceduti anche il principale dirigente della polizia nella regione.

L’attentato è stato eseguito un giorno dopo che un gruppo legato ad al Qaeda aveva espresso minacce contro forze dell’ordine e militari. Il primo ministro Hazem al-Beblawi imputa ai Fratelli musulmani la responsabilità dell’attentato e li ha definiti “un’organizzazione terroristica”. Queste le parole del premier egiziano: “Lo Stato farà di tutto per perseguire i criminali che hanno pianificato, appoggiato ed eseguito questo attacco“.