Con un centinaio di opere tra dipinti, disegni, stampe e lavori su carta, la mostra Le avanguardie parigine fin de siècle: Signac, Bonnard, Redon e i loro contemporanei, a cura di Vivien Greene,  prende in analisi la scena artistica parigina, focalizzandosi sulle maggiori avanguardie francesi di fine ‘800.

Fino al 6 gennaio 2014, grazie alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia sarà quindi possibile scoprire, attraverso gli occhi dei protagonisti della vita artistica dell’epoca, la Parigi fin de siècle, scenario di sconvolgimenti politici e forti trasformazioni culturali; un’epoca ansiosa e inquieta, che diede nascita a tutta una serie di nuovi movimenti artistici, dai neo-impressionisti ai Nabis e i simbolisti.

Parigi non è più la città vivace e spensierata rappresentata dai primi impressionisti, è ora una città travolta dalla crisi economica, la vita si fa più frenetica, nascono nuove fabbriche, la situazione politica è al collasso e le tensione sfociano in una progressione di attentati e assassinii. A tutto questo gli artisti reagiscono in differenti modi, aderendo o meno ai movimenti politici e culturali e dando vita a nuovi movimenti artistici che portano linguaggi innovativi e prediligono canoni estetici inediti. E’ questo il momento in cui, secondo Vivien Greene, comincia a germogliare il seme delle avanguardie.

Non amo le catalogazioni per definizione – dichiara la curatrice della mostra – ci sono molte cose che accadono contemporaneamente a Parigi in quell’epoca, ‘avanguardie’ è per me un termine che comprende più cose. Quello che rende interessante questo periodo artistico è proprio lo sconfinamento di un movimento nell’altro”.  

I soggetti di questa nuova arte sono gli stessi dei predecessori impressionisti, paesaggi, vedute cittadine e attività ricreative, cui si aggiungono scene introspettive e visioni fantastiche, ma a cambiare è soprattutto la modalità con cui questi temi vengono trattati. La mostra si apre quindi con una selezione introduttiva di dipinti impressionisti, fra cui alcuni  Monet, Renoir e Sisley, che contestualizzano l’ambiente artistico in cui si formano le nuove avanguardie, per poi focalizzarsi sulle attività di quest’ultime e le novità da esse apportate. Le opere, suddivise per sale, affrontano  temi quali “la femme fragile”, “il paesaggio selvaggio”, “il misticismo”, “la Parigi solare dei Nabis e quella oscura di Vallotton”, per soffermarsi poi in particolare su alcuni dei maggiori protagonisti dell’epoca, come Paul Signac, Maximilien Luce, Maurice Denis, Pierre Bonnard, Félix Vallotton e Odilon Redon. Artisti facenti ormai parte dell’olimpo della storia dell’arte internazionale, che con le loro celebri opere rendono l’evento veneziano uno degli appuntamenti più interessanti a cavallo tra la fine del 2013 e l’inizio del nuovo anno.