Con il termine babbaleo si è soliti descrivere una persona dotata di scarsa intelligenza; che dimostra ridotta capacità mentale, ingenuità, mancanza di senno e perspicacia; che crede a tutto e si fida degli altri con eccessiva facilità (es. “Mi lascia lì come un b. inebetito”; “Il b. potrebbe finire davanti al plotone d’esecuzione”; ecc.).  Sinonimi di babbaleo possono quindi essere considerati: semplicione, sempliciotto, ingenuo, sciocco, credulone, sprovveduto, stolto, allocco, zuccone, citrullo, grullo, fesso, tonto e così via.

La parola costituisce in realtà una variante regionale del più diffuso “babbeo”, esattamente come le forme “babbione”, “babbuasso” e “babbalocco”, con le quali condivide la radice onomatopeica baba-, che si rifà al tipico suono associato alla balbuzie. Seppur oggi utilizzato solo in alcune regioni d’ Italia, l’ origine del termine babbaleo (dal latino babbalaeus) è tuttavia antica. Esso nasce infatti dal raddoppiamento della radice onomatopeica ‘bar’, ‘bra’ o ‘bla’, talvolta accorciata in ‘ba’ , con il suddetto riferimento al parlare in modo confuso ed impacciato (da cui anche “balbo” e “barbaro”). Con il passare dei secoli, il significato del termine è quindi slittato verso quello di “tonto”, “sciocco”, “stolto”, tanto da poter essere oggi utilizzato anche come allocutivo ingiurioso (es: “Sei proprio un babbeo/ babbaleo!”).