L’ utilizzo del sostantivo maschile babboriveggoli (anche nella variante babboriveggioli) è da ricondurre alla locuzione “andare a babboriveggoli” o “mandare a babboriveggoli”, con rispettivo significato figurato di “andare all’ altro mondo, morire” e “mandare al Creatore, far morire”.

Si tratta di un modo di dire scherzoso, tipico della regione Toscana, anche se oggi utilizzato solo di rado. La parola stessa rivela le sue origini: è infatti composta da “babbo” e “riveggo” (1ª pers. del presente di “rivedere”), con l’ aggiunta del suffisso –oli, caratteristico di alcuni toponimi toscani (come ad esempio Montespertoli, Capannoli, Peccioli, Vergemoli, ecc.). Sebbene il significato figurato dell’ espressione sia quello di “morire/ far morire”, osservando l’ etimologia di babboriveggoli si nota che il significato letterale della locuzione andrebbe reso con “andare nel luogo ove si rivede il babbo (padre) defunto”, ovvero dove si trovano i parenti morti.

Un esempio di utilizzo del termine è costituito dalla frase “Se io vo a b., non ci ho a pensar più”.

Modi di dire con significato analogo possono invece esser considerati “andà a patrèm”, “andare o mandare a Patrasso” (utilizzati invece nell’ area del milanese), “andare a Buda” e “andare a Maravalle”; senza contare poi i più noti “andare ai cipressini”, “passare a miglior vita”, “andar a far terra per ceci”, “andar via col cappotto di legno” e via dicendo.