Con il termine babismo (o babaismo) ci si riferisce ad un movimento religioso sorto in Persia intorno alla metà dell’Ottocento nell’ambito dell’islamismo sciita. Fondato dal mistico Mirza`Alí-Muhammad di Shiraz (1819-1850), più semplicemente noto come Báb, ossia Porta, il babismo segna un profondo momento di rottura con l’Islam, aprendo le porte ad nuovo sistema religioso autonomo, basato sulla critica alla dottrina islamica tradizionale, sull’instaurazione di una nuova legge profetica e sulla lotta contro la corruzione. Il babismo proclamava inoltre principi di fratellanza universale e tolleranza religiosa; divieto di ogni forma di violenza; parità di diritti tra uomini e donne e il divieto dell’uso del tabacco, degli alcolici e delle droghe. Duramente contestato sia dal clero islamico che dalle autorità persiane, ‛Ali-Muhammad viene quindi accusato di tessere manovre rivoluzionarie; imprigionato e giustiziato per fucilazione nel 1950, nella caserma di Tabriz, mentre i suoi seguaci sono duramente perseguitati in ogni parte del Paese. Nonostante la forte repressione, dal movimento babista nascerà in seguito il Baha’ismo, fondato dal discepolo Mīrzā Ḥusain ‛Ali Nūrī (Bahā Ullāh, ossia Splendore di Dio); religione monoteistica indipendente che oggi conta circa 5 milioni di credenti provenienti da tutto il mondo. Il mausoleo sorto sulla tomba del Báb, dove giace anche il fondatore di quest’ultimo movimento religioso, è oggi così divenuto un importante centro religioso del Baha’ismo.