Nuovi raccapriccianti dettagli si vanno ad aggiungere alla storia delle baby prostitute dei Parioli,  le due liceali finite nell’inchiesta della polizia raccontano ora ai magistrati la loro esperienza.

La prima a parlare è Emanuela, 14 anni: “Mamma mi obbligava per soldi, io volevo solo tornare a scuola”. Un incubo cominciato tra i banchi di un liceo classico a Roma, dove ha conosciuto Serena, l’amica del cuore, e con la quale è finita in un appartamento ai Parioli, quartiere chic della Capitale, dove quotidianamente finivano per vendere il proprio corpo durante e dopo le ore di scuola.

Nella puntata di ieri di Lucignolo 2.0, si approfondisce la storia delle due ragazze, il loro rapporto con i compagni di scuola, il loro carattere forte, spesso scontroso, il loro esibizionismo talvolta anche troppo spinto: “Erano un po’ egocentriche, non so come dire… Mettevano in mostra le forme”, afferma una delle allieve dello stesso liceo. “Mi sembravano molto spigliate e molto aperte», dice un’altra ragazza della scuola.

Nel programma vanno in onda anche le intercettazioni telefoniche tra le ragazze e i loro sfruttatori: “Quanto ci dà?“, le risponde l’uomo dall’altra parte: “Aspetta che ci sto litigando. Comunque 330 dovrebbe essere. State attente stelline“. ”Ok tranquillo”, chiude la baby squillo. Frasi compromettenti a ripetizione. “Bella descrizione – si sente in un’altra conversazione -, mi servono foto dove si vede tutto il corpo, se hai anche sexy. Manda un video mi serve per vedere come ti sai muovere e presentare. Così domani se riesco a trovare un cliente so già come sei. Mandami foto sexy, con seno di fuori”.

(Foto by InfoPhoto)