La madre? “Senza alcuno scrupolo, nemmeno per la posizione della figlia minorenne, che invece avrebbe dovuto essere tutelata“.

Le due ragazze? “Spregiudicate, libere, e determinate nel raggiungimento dei loro scopi, alla ricerca di sensazioni forti, desiderose di beni costosi e disposte a tutto pur di averle. Bisognose di soddisfare la sete di apparire grandi, di essere desiderate, di eccitare, di essere belle ed anticonformiste“.

Confermando il carcere per Mirko Ieni, Riccardo Sbarra e la madre di una delle minorenni che si prostituivano ai Parioli, il Tribunale del riesame di Roma ha definito questa situazione come “di particolare squallore“, nelle pagine in cui sono contenute le motivazioni della sentenza.

Nei verbali dell’inchiesta (foto by InfoPhoto), la più piccola delle due minorenni, 15 anni compiuti ad ottobre, aveva dichiarato: “Io sono disposta a fare questa cosa, perché secondo me questo è il prezzo da pagare per tutte le cose che vogliamo noi“.

La posizione di Ieni è grave perchè, proseguono i giudici nel loro testo, “Entrambe le ragazze lavoravano tre volte a settimana ma, da quando avevano conosciuto Ieni, lavoravano tutti i giorni“. Egli “non ha avuto alcun scrupolo nello sfruttare minorenni a fini economici, alcun senso di vergogna, di autocritica, di ripensamento“.