Continuano a venir fuori nuovi sconcertanti scenari relativi alla vicenda delle baby squillo romane venuta alla luce qualche mese fa (avevano fatto molto scalpore gli sms dei loro clienti). La più piccola delle ragazze coinvolte, Agnese, è stata sentita nuovamente a piazzale Clodio dai magistrati sullo scandalo che ha portato all’arresto di cinque persone tra cui la madre, difesa su tutta la linea dalla figlia.

Non se lo merita proprio mia madre di stare là. Non se lo merita… È là da due mesi… Come fate voi a capire? Non ci siete passate. Mi ricordo ancora la sua faccia quando sono venuti i carabinieri. Lei non sapeva niente della prostituzione” dichiara la 15enne messa alle strette dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal sostituto Cristina Macchiusi, convinte della colpevolezza della mamma che l’avrebbe spinta a restare in quel giro.

La donna, secondo le confessioni di Agnese, sarebbe stata a conoscenza solo del coinvolgimento della figlia in un traffico di droga: “È vero, per un periodo gli ho dato cento euro al giorno, ma lei non sapeva nulla della mia attività. Dopo gli ho detto che spacciavo. Mi rendo conto che è grave, ma come ho detto prima è strano, cioè… E’ normale che uno pensa così… Ovviamente pure lei pensava che era grave, poi però ci si abitua a tutto”. “No, non è così”, replica secca il pm Monteleone. “Sì, sì… Lo so, lo so… Perché comunque l’ho vissuta ’sta cosa e lei ci stava male pure per ’sto fatto, pure quando gli davo i soldi, cioè non è che era felice..”.

Nella casa dei Parioli la mamma – racconta Agnese – era a conoscenza soltanto della droga: ”Lei sapeva che là incontravo i clienti a cui fornivo cocaina. “Stai attenti a sti clienti”, mi diceva”. Una versione che ovviamente non ha convinto i pm, tant’è che la madre è tuttora a Rebibbia.

(Foto by InfoPhoto)