Un piccolo segno accanto alle più disinibite, a quelle che ci stavano facilmente e che accettavano giochini particolari. Non finisce di riservare sorprese l’inchiesta della Procura di Roma sul fotografo Furio Fusco, finito in carcere per pedopornografia. Stiamo parlando dell’indagine sulle baby squillo romane del quartiere dei Parioli. E’ Il Messaggero a riportare le ultime piccanti novità. Su un catalogo online, gli indagati avevano escogitato un modo per rivelare ai clienti quali ragazze erano più disponibili.

Un piccolo simbolo indicava le minorenni “trattabili” e quelle no. Le foto erano tutte sul sito web di Fusco. Nella cui rete sono finite anche liceali stressate che vedevano in lui un confidente. Ecco lo stralcio di un’intercettazione tra l’indagato e una 15enne: “E lo so,tu figurati che io oggi pomeriggio ho avuto una che sta nelle condizioni tue. Che è venuta qui a farsi fare un massaggio di due ore. Zitta va. Era una scusa per sentirsi coccolata improfumata incremata, capito come? Ha sedici anni e mezzo. Quindi, quando vuoi, se tu sei depressa o quanto altro vieni”.

La Procura della capitale nei prossimi giorni potrebbe infliggere un’altra accusa al fotografo: lo sfruttamento della prostituzione minorile. Verranno ascoltate altre liceali, per capire qual era il loro rapporto con il finto artista di piazza Bologna. Ma anche alcuni manager di Rai e Mediaset, che dovranno spiegare i rapporti allacciati con il fotografo delle baby modelle e soprattutto quelli con le ragazzine. Se ci fosse altro, oltre a qualche cena, potrebbero finire indagati pure loro per prostituzione minorile.