Nuova gatta da pelare per il Movimento 5 Stelle, dopo la sospensione delle regionarie in Sicilia: a Bagheria, la Procura di Termini Imerese ha iscritto nel registro degli indagati il sindaco Patrizio Cinque nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione del servizio dei rifiuti.

Per il primo cittadino i reati ipotizzati sono di rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio e turbativa d’asta; insieme a lui indagati anche l’assessore all’Ambiente Fabio Atanasio e altri 15 funzionari.

Su disposizione del giudice che si occupa delle indagini preliminare è stato notificato al sindaco l’obbligo di firma, misura ritenuta necessaria per evitare il pericolo di reiterazione del reato.

Lo stesso Cinque aveva illustrato l’inchiesta: “Le indagini vertono su bandi di gara che riguarderebbero il noleggio di automezzi per la raccolta dei rifiuti”.

In particolar modo viene contestata al primo cittadino, eletto nel 2014, la gestione del palazzetto dello sport di Bagheria, nonché un abuso edilizio di un parente legato a un’altra inchiesta sull’abusivismo edilizio che lo aveva visto interessato già dall’inizio del mandato.

Arrivata immediatamente la replica di Cinque, il quale ha descritto la decisione della magistratura come “un attacco ad arte, un attacco ad orologeria: si mette dentro di tutto per attaccare un sindaco e un’amministrazione Cinque stelle a meno di due mesi dalle elezioni regionali”.