Le urne per i ballottaggi in 78 comuni – 12 dei quali sono capoluoghi di provincia – si sono chiuse alle 23 (solo in Sicilia i seggi riapriranno lunedì alle 7 e si potrà votare fino alle 15). Finora il Viminale ha diffuso i dati relativi a circa il 50% dei comuni. Cosa mostrano? L’affluenza si è attestata al 45,89% – la percentuale non tiene conto del voto in Sicilia. Un calo rilevante nei confronti del primo turno delle comunali: siamo al -17,56%, visto che due settimane fa erano andati a votare il 63,45% degli aventi diritto (ricordate c’era da votare in diversi casi anche per le Regionali).

Il crollo dell’affluenza è ancora più chiaro in Sicilia: alle 19 erano andati a votare il 17,86% degli aventi diritto – al primo turno la percentuale era stata del 36,04%, per una diminuzione del 18,18%. A Enna, l’unico capoluogo della regione in cui si va al voto, ha votato il 22,8% contro il 34,77% del primo turno. A Gela invece ha votato il 25,37% contro il 36,94%.

La sfida più importante si sta giocando a Venezia, e contro ogni pronostico, vede davanti il centrodestra con Luigi Brugnaro. Nel momento in cui sto scrivendo sono stati scrutinati 249 seggi su 256 e il candidato di Forza Italia sta superando Felice Casson con un certo margine: 53,26% contro il 46,74% dell’ex-magistrato. In Veneto si vota anche a Rovigo, Castelfranco (Tv), Lonigo (Vi).

Nelle altre regioni, le sfide principali si giocano in Lombardia – si vota nei capoluoghi di Lecco e Mantova in altre dodici città come Segrate, Cologno Monzese, Seregno, Corsico, Vigevano, Saronno e in provincia di Brescia a Lonato e Rovato. In Toscana si vota ad Arezzo e nei Comuni di Viareggio e Pietrasanta. In quasi tutti i centri principali è davanti il centrodestra, vanno al centrosinistra solo i due comuni lombardi, Mantova e Lecco. Un altro campanello d’allarme per il governo Renzi.