Luci e ombre per i siti di balneazione in Italia. L’Agenzia europea dell’ambiente (Eea) ha pubblicato i dati del 2016 per quel che riguarda spiagge e località di balneazione in tutto il Vecchio Continente.

Nel nostro paese la situazione vede una qualità generale delle acque elevata in linea con quelle degli altri paesi europei (e non mancano diverse eccellenze), ma ci sono ancora tanti siti di balneazione con acqua “sporca”. Snocciolando un po’ di dati, in Italia ci sono 100 siti, pari all’1,8%, dove la qualità dell’acqua è scarsa, peggio di Francia con 82 siti (2,4%) e Spagna con 39 siti (1,8%).

Entrando nel dettaglio della valutazione, l’Eea ha valutato le varie località balneari basandosi su campioni di acqua prelevata in 21 mila siti costieri e interni. Non solo mare, quindi, ma anche zone di lago e fiume sparsi su tutto il territorio europeo, Svizzera e Albania comprese.

In media la situazione è molto buona, con l’85% dei siti che rispondono positivamente ai parametri, ad esempio l’assenza di inquinanti pericolosi per la salute e l’ambiente. I primi della classe sono: Austria, Cipro, Grecia, Lussemburgo e Malsta, con acque che hanno raggiunto percentuali dal 95% in su. In Lussemburgo si arriva addirittura al 100% dei siti di balneazione “promossi” dall’Eea. C’è stato un leggero miglioramento fra il 2015 e il 2016: si è passati da 383 siti bocciati a 318. La tendenza è quindi assolutamente positiva.