Sembra sempre il ripetersi dello stesso copione. Dopo Ferguson, New York e Charleston ora tocca a Baltimora essere in rivolta. E di mezzo c’è sempre la violenza della polizia nei confronti degli afroamericani.

Questa volta la miccia si chiama Freddie Gray, un nero di 25 anni morto nei giorni scorsi quando era in stato di arresto a causa di una lesione alla spina dorsale che è stata provocata ancora non si sa da chi mentre era sotto la custodia della polizia. La sua morte aveva già provocato delle proteste che fino a ieri non erano ancora degenerate.

Qualcosa deve essere cambiato dopo il funerale del ragazzo. La cerimonia si è svolta in modo ordinato, mentre nelle strade la situazione è iniziata a degenerare. Secondo il portavoce della polizia locale, il capitano Eric Kowalczyk, c’è stato chi è sceso in strada con lo scopo deliberato di provocare disordini. Con ogni probabilità si tratta di elementi di alcune gang che hanno iniziato a tirare pietre e ad attaccare agenti di polizia. Il risultato finale di questi attacchi sono stati una quindicina di ferimenti – e 27 arresti.

Sono stai anche presi d’assalto molti negozi ed un centro commerciale. Verso le sette di sera Larry Hogan – il governatore del Maryland -, ha proclamato lo stato d’emergenza e ha mobilitato la Guardia Nazionale, per cercare di riprendere il controllo delle strade, mentre il sindaco di Baltimora, Stephanie Rawlings-Blake ha imposto un coprifuoco notturno che durerà per una settimana.

Le scene che si sono svolte a Baltimora ricorda quanto accaduto nell’agosto scorso a Ferguson, nel Missouri, dopo l’uccisione di un ragazzo nero da parte di un agente bianco. Le violenze peggiori in genere avvengono di notte. Una delle ipotesi che circola è che in quelle ore le persone normali tornino a casa e che si impossessino delle strade gli agitatori venuti da fuori. Oggi sarà la giornata chiave per capire l’evolversi della situazione. Nel 1968 i disordini a Baltimora dopo l’uccisione di Martin Luther King durarono otto giorni. E ci volle l’aiuto federale per riportare la calma.