In Gran Bretagna è scoppiata la polemica perché una bambina cristiana di cinque anni, sottratta alla famiglia di origine, sarebbe stata affidata ad alcune famiglie musulmane, che l’avrebbero costretta ad abbandonare le tradizioni della sua religione per imporre i principi musulmani. La storia è stata riportata dal Times, che ha raccontato di come la piccola bambina cristiana sia stata obbligata a togliere il crocifisso che portava al collo e ad imparare anche l’arabo.

Sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, che avrebbe avuto modo di consultare documentazione riservata, i servizi sociali avrebbero riportato dei grossi problemi di adattamento che la piccola avrebbe mostrato in entrambe le famiglie in cui è stata ospitata, lamentando soprattutto il fatto di trovarsi in un contesto in cui non si parlava inglese.

Il Times avrebbe riportato la notizia, con incluse dichiarazioni da parte della madre naturale della piccola, per mettere in luce il problema che riguarderebbe in realtà diversi bambini in difficoltà, assegnati a famiglie che avrebbero un contesto culturale completamente diverso rispetto a quello di origine, senza tenere conto del background religioso e linguistico dei piccoli e accentuando in questo modo il loro status di bambini disagiati. Il problema sarebbe già stato noto da alcuni anni, almeno dal 2014, anno in cui venne aperta un’inchiesta in merito.