Sguardi teneri, a volte smarriti. Parole dette con innocenza e quel cuore ancora puro, salvo dalle rughe della vita. Sono i bambini, la gioia di ogni famiglia. Andando nelle scuole alle volte mi sento arricchita dal loro essere fragili, ma allo stesso tempo intelligenti e svegli. Tra di loro c’è già chi ha avuto esperienze che nessuno nell’infanzia dovrebbe avere: eppure, con la scorza di chi sa resistere, ti guardano e ti raccontano le loro storie.

Ci sono anche bambini che hanno cambiato il mondo, perché, sognare un futuro migliore è un diritto per chi ha ancora una vita lunga davanti a sé.

Anna Frank, di origine ebrea, è divenuta nota grazie ad un diario personale che ha tenuto durante la seconda guerra mondiale, oggi diventato uno dei simboli dell’Olocausto. Scriveva:

È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte. Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità.”

Iqbal Masih era un bambino operaio. E’ diventato il simbolo della lotta al lavoro infantile in Pakistan; suo padre lo aveva venduto per 12 dollari e iniziò a lavorare come schiavo attaccato ad un telaio in una fabbrica di tappeti.Nel 1992 fu liberato grazie ad una delle sue fughe dove prese parte ad una manifestazione del Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato. Grazie a lui furono chiuse numerose fabbriche in Pakistan che utilizzavano bambini. Il 16 aprile del 1995 mentre stava andando in bicicletta dalla nonna lo uccisero a soli 13 anni anni con alcuni colpi di pistola.

Nkosi Johnson in occasione del 13th International AIDS Conference chiuse il suo discorso dicendo:” “Noi siamo tutti esseri umani, siamo normali. Abbiamo le mani. Abbiamo i piedi. Possiamo camminare, possiamo parlare, abbiamo i nostri bisogni e le nostre necessità come tutti gli altri, non avere paura di noi, siamo tutti uguali!Nkosi era positivo dalla nascita all’HIV. Nel  1997, una scuola di Johannesburg, vicino a Melville, si rifiutò di accettarlo tra i suoi alunni proprio per la sua condizione di salute. L’indignazione fu tale che la sua storia divenne un caso. Morì nel 2001.

Malala Yousafzai è stata candidata al Premio Nobel per la Pace. Ha in questi giorni vinto il Premio Shakharov, un riconoscimento da parte del Parlamento Europeo. Malala è sfuggita nel 2012 ad un attacco dei talebani che volevano impedirle di andare a scuola. Da quel giorno è diventata il simbolo della lotta all’istruzione, visto che nel suo Paese una fatwa impedisce alle bambine e alle ragazze di studiare. Lei stessa dichiara “Un bambino, un insegnante e un libro possono cambiare il mondo. Impugniamo i nostri libri e le nostre penne, che sono loro le nostre armi più potenti,il 9 ottobre mi hanno sparato al lato sinistro della testa e pensavano che le pallottole potessero zittirmi. Ma non ci sono riusciti“.

Bimbi coraggio. Bimbi simbolo. Bimbi che possono cambiare il mondo. Appunto, bimbi. Forse tocca a noi adulti però prendere in mano questa terra e garantire loro un futuro, ma soprattutto la possibilità di farli vivere la loro infanzia. Perché è per mano dell’adulto che alcuni bambini devono vestirsi da grandi. E questa forse, è la prima vera ingiustizia.

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