Dall’ultimo indice pubblicato da Save the Children emerge che oltre un milione di bambini italiani vive in condizioni di povertà assoluta. La maglia nera va alla Calabria e alla Sicilia. Ben un terzo dei bambini meridionali vive in condizioni di povertà relativa. I dati diffusi dal rapporto sulla povertà educativa pubblicato dall’associazione umanitaria parlano chiaro: i bambini che vivono nelle Regioni del Sud Italia hanno meno opportunità di apprendimento e possono essere fortemente penalizzati dalla mancanza di servizi didattici e attività culturali.

La maglia nera per i servizi per l’infanzia insufficienti e la cattiva qualità dell’offerta educativa va alla Sicilia e alla Campania, seguite a ruota dalla Calabria e dalla Puglia. Le regioni più virtuose sono la Lombardia, l’Emilia-Romagna e il Friuli-Venezia Giulia che offrono ai minori maggiori opportunità formative extra-curriculari e servizi per sviluppare talenti e competenze.

Lo studio di Save the Children evidenzia che nel 68% delle scuole primarie italiane non è disponibile il tempo pieno. Percentuale che sale all’80% per le secondarie di primo grado. L’offerta inadeguata si ripercuote sulle capacità di apprendimento degli alunni. Circa il 20% dei quindicenni non ha ancora acquisito competenze adeguate nella lettura e nella comprensione di un testo. Il 25% ha lacune in matematica. I ragazzi nati nelle Regioni più povere di servizi educativi tendono a ingrossare le fila dei NEET, rientrando nella fascia di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano.

L’associazione denuncia che in Italia il tasso di dispersione scolastica è ancora troppo alto, a quota 15%, a fronte del 5% richiesto dall’UE come target al 2030. In Sardegna e in Sicilia ben il 24% dei ragazzi abbandona gli studi prematuramente. Per contrastare la povertà educativa l’associazione ha appena lanciato l’iniziativa 7 giorni per il Futuro per creare nuovi punti luce oltre ai 16 già esistenti. Si tratta di laboratori educativi aperti nei quartieri più disagiati per offrire ai bambini attività educative gratuite con cui occupare il tempo libero, buoni per l’acquisto di libri e altre agevolazioni.

Save the Children: Stato tuteli i diritti dei bambini

Valerio Neri, direttore Generale di Save the Children, invita le istituzioni a non trascurare l’educazione e la formazione delle nuove generazioni, avvertendo che le lacune accumulate dai bambini difficilmente potranno essere colmate in futuro:

Un Paese che non garantisce diritti, doveri e opportunità uguali per tutti, soffocando sul nascere le aspirazioni e i talenti dei nostri figli, non è solo un Paese ingiusto, ma è un Paese senza futuro.