L’allarme dell’Unicef è di quelli che fanno rabbrividire: il terrorismo recluta ogni anno circa 300 mila bambini soldato da addestrare alla lotta e a diventare martiri. L’organizzazione umanitaria ha effettuato delle stime in base alle ultime rilevazioni sul campo effettuate nei vari Paesi in cui vige uno stato di terrore. Isis in Iraq e Siria ma non solo: anche Boko Haram in centro Africa o i guerriglieri delle guerre civili, tutti usano i bambini come moderni schiavi e armi non convenzionali.

L’ultimo episodio è avvenuto proprio ieri quando a Kirkuk, nel Kurdistan iracheno, è stato fermato un bambino che sotto la maglietta di Lionel Messi nascondeva una bomba. Si tratta solo dell’ultimo episodio in ordine di tempo. Secondo le stime dell’Unicef migliaia di bambini in tutto il mondo sono stati costretti dai terroristi a combattere o a partecipare ad azioni terroristiche e, nei casi più estremi, a farsi saltare in aria. L’utilizzo dei bambini consente ai terroristi di aggirare i controlli e di risparmiare la vita dei miliziani adulti riservati ad altre azioni più complesse. Circa 16 mila sarebbero i bambini soldato in Sud Sudan attualmente attivi, dei quali 650 reclutati solo nel 2016; centinaia di migliaia sono gli under 14 indottrinati nei campi d’addestramento in Siria e in Iraq. Senza considerare i minori che Boko Haram rapisce e poi libera in spazi pubblici imbottiti di esplosivo.

Sono oltre un centinaio gli attentati avvenuti negli ultimi due anni in tutto il mondo che vedono protagonisti bambini soldato. Dalle cinque ragazze che in Nigeria si sono fatte saltare in aria al 12enne che il 15 marzo scorso sparò a un ostaggio dell’Isis. L’Unicef cita anche l’attentato compiuto da cinque bambine in una moschea di Maiduguri, in Nigeria, costato la vita a 16 persone. Atroce anche il caso di Isa Dare, bambina di appena 4 anni, che schiacciò il pulsante del detonatore che fece saltare in aria un’auto con a bordo 3 prigionieri in Siria, l’orrore non sembra avere fine. Solo in Siria e Iraq l’Unicef ha contato 89 attacchi con baby-kamikaze dal 2014. Un bilancio drammatico che è destinato ad aumentare.