Tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati per la morte di Marco, il bambino morto nella metro di Roma, a soli quattro anni (leggi qui i primi dettagli sul tragico incidente). Il dramma è avvenuto ieri pomeriggio, giovedì 9 luglio, all’interno della stazione Furio Camillo della linea A della metropolitana capitolina.

Dopo le prime notizie fugaci arrivate nei primi istanti in cui si è appreso della tragedia, gli inquirenti hanno iniziato a tentare di far chiarezza sulla vicenda. Marco, che era in compagnia della sua mamma – Francesca, un’insegnante – sarebbe precipitato nella tromba dell’ascensore, morendo dopo un volo di dieci metri.

Bambino morto nella metro di Roma: la prima ricostruzione

Stando ai primi rilievi degli inquirenti, i tre indagati avrebbero cercato di liberare Francesca e il piccolo Marco, rimasti chiusi nell’ascensore, ma per farlo avrebbero attuato una procedura improvvisata e per nulla convenzionale. Dopo aver portato il secondo ascensore allo stesso piano del primo, avrebbero fatto aprire le porte di emergenza laterali e sarebbe stato allora che Marco è precipitato nel vuoto. L’ascensore, in realtà, si sarebbe bloccato a livello dei tornelli, non partendo mai per scendere verso la banchina della metropolitana.

Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani ha proceduto con l’iscrizione sul registro dei tre indagati, tutti accusati, almeno per il momento, di omicidio colposo (si tratta di un dipendente dell’Atac e di due vigilantes. Gli indagati si sono difesi affermando che avevano soltanto tentato di salvare mamma e bambino e che quanto accaduto sarebbe stato soltanto il frutto di una tragica fatalità.

Nel frattempo la stazione della linea A in cui il bambino ha perso la vita è stata omaggiata di fiori e tutti hanno voluto esprimere la propria vicinanza e solidarietà alla mamma, rimasta per diverso tempo in stato di choc.