Dopo che Matteo Renzi ha rivendicato la centralità dell’Italia nella questione dei migranti, nuove parole positive sono arrivate nei confronti del nostro paese e sul suo ruolo nella scena internazionale. A pronunciarle questa volta è stato Ban Ki-moon, il segretario generale della Nazioni Unite.

Il diplomatico sudcoreano ha voluto lodare l’Italia per il ruolo che ha avuto e sta avendo tutt’ora nei processi di pace. In un’intervista concessa al Corriere della Sera, Ban Ki-moon ha dichiarato: “L’Italia è stata fin qui la pietra angolare dei processi di pace delle Nazioni Unite e dell’impegno per i diritti umani. È anche il Paese occidentale che ha dato il maggior contributo alle attività di peacekeeping. Avete mandato più di 1.100 uomini in Libano e altrove e io conto sulla continuazione di questo impegno”.

Ban Ki-moon ha proseguito a parlare bene del nostro paese sostenendo inoltre che: “L’Italia è stata anche un campione dello sviluppo dei diritti umani e spero che prosegua su questa strada, insieme con le altre nazioni, ora che c’è da concretizzare l’Agenda 2030 con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Un pianeta accogliente, con al centro il futuro degli esseri umani, possiamo farcela”.

Ulteriore apprezzamento per l’Italia è arrivato da Ban Ki-moon riguardo alla questione dei migranti: “Ho molto apprezzato la generosità e la compassione, l’aiuto a queste persone disperate, offerto dal popolo e dal governo italiano. Nell’aprile scorso l’ho verificato di persona, andando nel mar Mediterraneo con il vostro primo ministro, Matteo Renzi. So che tutto questo è stato, per voi, anche una grossa sfida. Certo, accogliere questi migranti? Migliaia, decine di migliaia di esseri umani? Non è stato facile”.

Nell’intervista al Corriere, Ban Ki-moon ha inoltre dichiarato che la risoluzione alla crisi in Siria “non può essere trovata nelle armi”, mentre a proposito della delicata questione in Medio Oriente ha detto: “Quello che sta accadendo là è gravissimo. Si sta creando una situazione insostenibile: un’eruzione di violenza che è causa di grande allarme. Israeliani e palestinesi devono tornare a discutere senza ulteriori ritardi”.